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Lezione 6 - Credo la Chiesa una - 24 febbraio 2015

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Postulato

Sotto l'azione dello Spirito Santo, è possibile che qua e là delle persone si uniscano a Cristo e in tal modo anche tra di loro, sorge così una visibile comunità cristiana. Essa è un'immagine dell'unico, santo e universale popolo di Dio, e una comunità di santi e di sante opere: perché essa intende vivere facendosi governare solo da Gesù Cristo, nel quale ha il proprio fondamento; e intende compiere unicamente il proprio servizio d'araldo della sua Parola; essa non ha altro scopo al di fuori della propria speranza, che determina i suoi limiti.

Ekklésia vuol dire comunità, adunanza sorta da una chiamata, da un richiamo. È il raduno di popolo, il quale si ritrova insieme per il richiamo d'un messaggero oppure anche al suono della tromba dell'araldo.

La comunità è il luogo e il convegno di coloro che appartengono a Gesù Cristo per mezzo dello Spirito Santo. È un’appartenenza speciale che lega a Gesù Cristo. Tale appartenenza diventa avvenimento là dove delle persone sono chiamate a partecipare alla Parola e all'opera di Cristo. Questa appartenenza a Cristo produce una relazione vicendevole delle persone fra loro. Lo Spirito Santo, permette l'incontro fra queste persone. Non si può parlare della Chiesa senza riconoscere che essa ha il suo totale fondamento nell'opera dello Spirito Santo!

La comunità cristiana nasce e si stabilisce non per sua natura o per sua decisione, ma come una convocatio divina. Lo Spirito Santo convoca i credenti che così si raccolgono assieme all'appello del loro sovrano.

Per il fatto che vi sono, qua e là, persone che si riuniscono sotto l'azione dello Spirito Santo, qua e là sorge la comunità cristiana visibile. Non è bene parlare di Chiesa invisibile, quella di una città immaginaria, in cui i cristiani sarebbero uniti interiormente ed invisibilmente, perché ciò facendo sottovalutiamo il valore di una Chiesa visibile.

La Chiesa non deve essere intesa come una realtà invisibile, ma come un visibilissimo adunarsi, il quale trae origine dai dodici apostoli. Infatti, la prima comunità era una schiera ben visibile di persone che provocava attorno a sé un’agitazione visibile. Qualora la Chiesa mancasse d'una tale visibilità, non sarebbe nemmeno più Chiesa.

Quando si dice “comunità”, bisogna pensare a una chiesa locale. È chiaro che ciascuna delle comunità è diversa dalle altre; qui si pone una questione importante perché tale diversità potrebbe condurre a delle divisioni. Ma tutto questo fa parte della visibilità della Chiesa di cui si fa parola nel terzo articolo del Credo. Credere nell'esistenza della Chiesa, vuol dire: credere che ciascuna di queste comunità è la comunità di Cristo.

Credo ecclesiam  vuol dire: credo che qui, in questo luogo, in questa visibile adunanza, si compie l'opera dello Spirito Santo. Non si crede nella Chiesa, ma si crede che in questa Chiesa lo Spirito Santo è all'opera. Il mistero della Chiesa sta nel fatto che lo Spirito Santo non disdegna di assumere forme diverse. Perciò non esistono, propriamente parlando, molte Chiese, ma una sola Chiesa.

Credo unam ecclesiam: credo in un unico volto dell'unico popolo di Dio, che ha ascoltato la voce del Signore. Vi sono anche delle pericolose differenze, come ad esempio quelle che separano la nostra Chiesa dalla Chiesa cattolica romana, differenze che non permettono di riconoscere facilmente la Chiesa una. Ma anche qui deve essere riconoscibile la Chiesa. I cristiani sono invitati a credere in Dio come la mèta comune verso cui tende la Chiesa.

I cristiani veramente ecumenici, non sono quelli che minimizzano le diversità e le sorvolano. Sono cristiani ecumenici coloro i quali, ciascuno nella propria Chiesa, formano la Chiesa nella massima concretezza. «Dove due o tre sono radunati nel mio nome, là sono io in mezzo a loro» (Matt. 18,20): ecco la Chiesa. Malgrado tutte le possibili diversità, noi saremo legati, in qualche modo, fra noi mediante Gesù Cristo.

«Io credo la Chiesa una... santa». Che cosa significa sancta ecclesia? Santa, secondo l'uso biblico della parola, significa «messa da parte». Chiesa vorrà sempre significare una separazione dall'ambiente circostante. Esistono anche associazioni di vario tipo, ma la ecclesia sancta è solo la comunità dei credenti. Essa si distingue da tutte le altre società umane a motivo della sua missione.

«Credo la Chiesa una, santa e... universale»: ecclesiam catholicam. L'idea di cattolicità risulta per noi ipotecata, perché essa ci richiama i cattolici romani. I riformatori tuttavia hanno continuato a far uso di quell'idea per sé, nella maniera più assoluta. Si tratta dell'unico, santo e universale popolo di Dio.

La Chiesa è la comunità dei santi, communio sanctorum. Sancti è un termine che non serve a designare delle persone particolarmente perfette, bensì gente come i «santi di Corinto» abbastanza singolari. Queste persone, alle quali noi pure possiamo appartenere, sono pur sempre sancti, ossia «separati» dall'ambiente circostante.

Dunque, riassumendo: Credo ecclesiam significa che io credo che la comunità a cui appartengo, nella quale sono stato chiamato alla fede divenendone responsabile, e dove compio il mio servizio, è la Chiesa una, santa e universale.

Certamente non può escludersi l'evenienza d'uno scisma: esso anzi, praticamente, può divenire necessario; ma nessuno scisma può far sì che nella nuova comunità separata, sotto l'azione dello Spirito Santo, non si palesi più la fragilità umana. Allorché apparvero i riformatori e la Chiesa romana, in contrasto con quella riformata, se ne separò, anche la Chiesa evangelica non si mostrò certo immacolata, ma fu essa pure piena «di rughe e di macchie» e lo è fino ai nostri giorni.

Col mio atto di fede, rendo testimonianza al fatto che la comunità concreta, a cui appartengo e della cui esistenza io sono responsabile, è destinata a rendere manifesta la Chiesa una, santa e universale.

Nel Simbolo niceno, a questi tre attributi della Chiesa ne viene aggiunto un quarto: credo la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. Quest'ultimo attributo vuole dare agli altri una spiegazione. Apostolica è una Chiesa fondata sulla testimonianza degli apostoli che trasmette nei secoli una testimonianza.

  1. Dove c'è una Chiesa cristiana là ci si riferisce a Gesù Cristo. Quando la Chiesa è apostolica essa sarà una Chiesa che ascolta la testimonianza degli apostoli e la diffonde; tale testimonianza riguarda il fatto che Gesù Cristo è Colui dal quale la Chiesa trae le proprie origini, ma anche Colui che la governa. Cristo soltanto!
    La Chiesa, non è un'istituzione che si mantiene da sola; non può essere, per sua natura, governata né monarchicamente, né democraticamente. Qui, solo Gesù Cristo ha il governo, ed ogni governo, da parte di persone della Chiesa, ha la funzione di rappresentare, indicare quello di Cristo. Tutto, nella Chiesa, va commisurato al fatto che Cristo la governa. Gesù Cristo regna nella sua Parola.
  2. Lo scopo della Chiesa una, santa e universale è quello di fare da araldo della Parola di Dio. La Chiesa vive con i suoi caratteri essenziali: annuncio della Parola di Dio, celebrazione dei sacramenti, liturgia, applicazione d'un diritto ecclesiastico, teologia. In questi suoi caratteri, la Chiesa non deve essere fine a se stessa, ma portare a compimento il suo fare da araldo, la predicazione, il kerygma.
    La Chiesa percorre il mondo come un araldo, per gridare a tutti il suo messaggio. Essa non è una chiocciola, che porta sulla schiena il proprio guscio e che vi si trova dentro così bene, che solo di quando in quando mette fuori le sue antenne, pensando che ciò sia più che sufficiente per corrispondere alle «esigenze di pubblicità»! No, la Chiesa vive della sua missione di far da araldo. La Chiesa deve sempre lasciarsi porre la domanda: sto compiendo la mia missione o sto servendo me stessa?
  3. Dove c’è la Chiesa, essa ha uno scopo: il regno di Dio. Ma questo scopo è anche causa d'inquietudine per le persone che sono nella Chiesa, dal momento che la loro azione non sarà mai adeguata alla grandezza dello scopo. Questo, però, non deve essere detto per scoraggiarci o per rinunciare alla nostra esistenza cristiana. Nella Chiesa bisogna accettare che essa sia composta da esseri umani, peccatori.
    Se speriamo davvero nel Regno di Dio, possiamo anche tollerare la Chiesa con la sua miseria. E non ci vergogneremo di scoprire in questa concreta comunità l'una, santa Chiesa universale. Il Regno di Dio viene, per cui tu non devi fuggire per conto tuo verso questo Regno! Trova il tuo posto e bada d'essere in questo posto un fedele ministro della Parola.

Puoi essere rivoluzionario, ma puoi anche essere conservatore; tremendamente inquieto e profondamente fiducioso; il cristiano compirà il proprio dovere nella sua condizione, illuminato dalla luce di Dio.

Così la Chiesa, aspettando e affrettandosi, va incontro al suo Signore.

Pastore Giuseppe Ficara

Consacrato nel 1992, ha svolto il suo ministero nelle chiese di Riesi, Caltanissetta, Agrigento, Trapani e Marsala, Palermo.
Pastore a Luserna San Giovanni da Agosto 2013.

 

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