Culto domenicale:
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ore 10,00 Tempio dei Bellonatti
nel periodo invernale il culto avrà luogo presso la sala Beckwith

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Domenica, 29 Settembre 2019 11:02

Sermone di domenica 29 settembre 2019 (Genesi 1,1 fino a 2,3. Passim)

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Testo della predicazione: Genesi 1,1 fino a 2,3. Passim.

«In principio Dio creò il cielo e la terra. Dio disse: «Vi sia la luce!». E apparve la luce. Dio vide che la luce era bella e separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce “Giorno” e le tenebre “Notte”. Dio disse: «Vi sia una grande volta. Divida la massa delle acque». E così avvenne. Dio chiamò la grande volta “Cielo”. Dio disse: «Siano raccolte in un sol luogo le acque che sono sotto il cielo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto “Terra” e chiamò le acque “Mare”. Dio disse: «La terra si copra di verde, produca piante con il proprio seme e ogni specie di albero da frutta. E così avvenne. Dio disse: «Vi siano luci nella volta del cielo: saranno segni per le feste, i giorni e gli anni. Risplendano nel cielo per far luce sulla terra». E così avvenne. Dio fece due grosse luci: il sole, la luna e poi anche le stelle. Dio disse: «Le acque producano animali che guizzano, e sulla terra e nel cielo volino gli uccelli». E così avvenne. E disse: «Produca la terra varie specie di animali: domestici, selvatici e quelli che strisciano». E così avvenne. Poi disse: «Facciamo gli esseri umani: siano la nostra immagine». Li benedisse con queste parole: «Siate fecondi, diventate numerosi, popolate la terra. Governatela e abbiate cura dei pesci, degli uccelli e di tutti gli animali». Dio disse: «Vi do tutte le piante con il proprio seme, e tutti gli alberi da frutta. Così avrete il vostro cibo. Dio vide che tutto quel che aveva fatto era davvero molto bello. Terminata la sua opera, Dio si riposò.»

Sermone

Cari fratelli e care sorelle, abbiamo ascoltato il brano biblico che racconta della creazione della terra, quanto in essa è contenuto, ma anche della creazione dell’universo intero.

«In principio…». Cosa accadde prima che tutte le cose esistessero?

Dio crea!

Cosa crea Dio?

Dio crea la vita! Dio chiama, cioè, all’esistenza.

E cosa c’era prima?

Il nulla! O meglio, il caos primordiale ricordato dalle “acque” sulla cui superfice aleggiava lo Spirito di Dio, o, secondo studi recenti, un vento impetuoso. Tutto era vuoto, deserto e buio, perché non c’era vita. Non esisteva ancora la luce. Non si vedeva nulla, ma tanto non c’era nulla da vedere, proprio nulla, ma neppure c’era qualcuno che avrebbe voluto vedere qualcosa.

Ma qualcuno però c’era, chi?

Dio. Dio c’era!

Ma Dio era solo, troppo solo per amare qualcuno. Dio aveva un grande amore da dare, un amore strabordante, profondo, infinito, ma non poteva amare nessuno perché non esisteva nessuno. Così Dio decide di creare l’universo e l’essere umano per donagli tutto l’amore di cui sovrabbondava.

Dunque, Dio crea per amore, crea noi e tutto quello che vediamo e conosciamo per amare tutte le sue creature. Dunque, noi esistiamo per essere amati da Dio, proprio come fa un padre e una madre quando mettono al mondo i loro figli, anzi, Dio ama di più, infatti dice il Salmo 27 (v. 10): «Qualora mio padre e mia madre m'abbandonino, il Signore mi accoglierà».

Ma l’autore biblico si pone una domanda: «In che modo Dio crea?».

«Dio disse…», quindi, Dio parla, pronuncia una parola; e quando Dio parla quella parola diventa vera, reale, concreta, si materializza.

Dio disse: «Vi sia la luce!», E la luce apparve.

E così anche le acque, il cielo, la terra asciutta, le piante, i fiori, l’erba, gli alberi da frutta. Ma anche il sole, la luna, le stelle e poi gli animali, gli uccelli, i pesci del mare.

Qui, la Bibbia non vuole comunicare una descrizione scientifica di ciò che avvenne davvero, ma la Bibbia vuole formulare una Confessione di fede nel Dio che davvero cambia e trasforma il vecchio in nuovo, il nulla in realtà, ciò che non è in ciò che è, la morte in vita. Sì, perché Dio è amore, e l’amore non può che produrre e generare vita. Dunque, intrinsecamente, possiamo dire che Dio è vita.

E, per ultimo Dio, dà vita all’uomo e alla donna, a tutti gli esseri umani. Per ultimo!

Il Talmud ebraico spiega perché Dio creò l’uomo e la donna per ultimi, infatti dice:

«Perché l’uomo venne creato per ultimo?
Perché, se l’orgoglio lo prende,
gli si possa dire:
nella creazione la zanzara fu prima di te».

Ma torniamo al nostro brano della creazione.

Dicevamo che Dio, per creare tutto, parla. Dio usa uno strumento per creare: la parola. Quando Dio parla, ciò che dice, accade. La sua parola è una promessa che si realizza. Il rapporto di Dio con la sua creazione accade attraverso il suo parlare, quando Dio parla, qualcosa di nuovo e di vitale accade, qualcosa che cambia e ci fa crescere, maturare, migliorare.

Immaginate la Parola di Dio come la pioggia che bagna la terra: essa produrrà il suo frutto, inevitabilmente qualcosa comincerà a germogliare e a prendere vita. Tutto cambia.

Quando nulla cambia più, quando tutto è uguale a prima, quando il nuovo non ha più ragion d’essere, allora peggioriamo, restiamo piccoli, rachitici; anche la vitalità diminuisce e si fa strada il vuoto, il deserto, il nulla, il non senso. Si torna indietro, prima della creazione.

Per questo Dio crea e continua a ricreare, a curare la sua creazione e le sue creature. Il creare di Dio, crea anche un legame: Dio si lega a noi con il suo amore. Noi siamo legati a Dio perché è Dio che si lega a noi con il suo amore.

È così, indipendentemente dal fatto che lo vogliamo o no! Dio ci ama lo stesso, anche se noi non siamo interessati al suo amore, non lo accettiamo o lo rifiutiamo. Non possiamo impedire a Dio di amarci e di prendersi cura di noi, benché ribelli e testardi.

Sebbene Dio stesso vigili sulla sua creazione, tuttavia egli affida agli esseri umani il compito di prendersi cura della creazione e di accogliersi reciprocamente.

Infatti, Dio crea l’essere umano «a sua immagine». Che significa il fatto che Dio ci crea a sua immagine? All’epoca, era il Faraone o un grande Imperatore l’immagine di Dio sulla terra, per questo erano anche delle persone che ricevevano adorazione; infatti, il Faraone era ritenuto colui che aveva l’incarico divino di prendersi cura dei suoi sudditi, dei territori e di tutto quello che conteneva il suo regno.

Ma l’autore biblico, qui, nel libro della Genesi, ha l’ardire di affermare che non il Faraone, ma tutti gli esseri umani, uomini e donne, sono l’immagine di Dio sulla terra perché hanno ricevuto l’incarico di prendersi cura reciprocamente, della creazione di Dio e delle sue creature.

Da tanto tempo si parla di ecologia, di consumi sostenibili, dell’aumento della temperatura del pianeta e del clima, dell’ozono, delle polveri sottili che rendono l’aria delle città irrespirabile. Eppure s’è fatto davvero poco, tanto che i ghiacciai si sciolgono, anche quello del Monte Bianco, come le calotte polari, il mare invade le coste e le città, la terra asciutta diminuisce, milioni di persone si spostano a causa dei cambiamenti climatici (migranti climatici) perché i deserti di ingigantiscono e la terra non produce più i suoi frutti.

Tutto questo a causa nostra.

E saranno solo i ragazzi e le ragazze come Greta Thunberg a dover parlare degli errori e dei peccati di cui ci siamo macchiati nei confronti della creazione e di noi stessi. Il Friday for future di venerdì scorso ha raccolto in piazza, in tutto il mondo, milioni e milioni di ragazzi e ragazze. Eppure il giornalista Vittorio Feltri per non fare nomi, ha definito Greta «antipatica anche se è una ragazzina che andrebbe protetta, soprattutto da se stessa perché invece di pensare al proprio futuro, va in giro col termometro in tasca per misurare la temperatura, come se fosse una novità che il caldo e il freddo si alternano in base alle stagioni». Greta ha risposto: «Non ascoltate me, ascoltate gli scienziati».

Il libro della Genesi ci insegna che abbiamo un compito: quello di prenderci cura gli uni degli altri, reciprocamente, e di curare la creazione di Dio perché non sia distrutta, devastata, saccheggiata nel suo equilibrio perfetto, ma delicato, perché quell’equilibrio è anche il nostro: del nostro corpo, della nostra psiche, della nostra vita.

Per concludere, due elementi significativi.

Primo elemento: lo Spirito di Dio è presente prima della creazione perché è qualcosa di presente sempre nella creazione, perché assiste, permette che le cose accadano, come anche la nostra corretta comprensione della realtà e dell’amore di Dio. Lo Spirito ci permette di credere che Genesi 1 non è una tesi scientifica da portare avanti, ma la testimonianza di chi crede che Dio, nel suo amore, crea la vita e la mantiene, quella vita che è in noi e attorno a noi. Non c’è una vita che è la nostra e un’altra vita che è quella degli altri: la vita della terra, delle piante, degli animali o dei pesci. La vita piena, accade nell’interazione di tutte queste cose, e quando qualcosa attorno a noi finisce, allora finisce, si inaridisce o muore, anche una parte di noi, della nostra vita, è ridotta, mutilata, inaridita.

Il secondo elemento è il riposo di Dio quando ha terminato la sua opera, era il settimo giorno.

Dio si riposa.

Dio crea il riposo, qualcosa che non è materiale, ma che rende sostenibile la vita: dopo il lavoro e la fatica c’è il tempo del riposo, il tempo per sé stessi e ci è chiesto di prendercelo perché la vita si possa anche concepire non nella sua fatica e la sua difficoltà, ma anche nella sua bellezza: c’è bisogno del lavoro, ma anche del riposo, del tempo dedicato a se stessi e alla preghiera.

Lo stesso vale per tutto il creato, per l’ambiente, rispettarlo significa non sfruttarlo senza concedergli quei tempi necessari di riposo, come accade con le monocolture, affinché possa poi, con nuove energie, riprendere a portare frutto. Amen!

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Pastore Giuseppe Ficara

Consacrato nel 1992, ha svolto il suo ministero nelle chiese di Riesi, Caltanissetta, Agrigento, Trapani e Marsala, Palermo.
Pastore a Luserna San Giovanni da Agosto 2013.

 

Indirizzo: Via Beckwith 49, Luserna San Giovanni (TO), 10062, ITALIA

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