Culto domenicale:
ore 9,00 sala degli Airali
ore 10,00 Tempio dei Bellonatti
nel periodo invernale il culto avrà luogo presso la sala Beckwith

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Domenica, 13 Ottobre 2013 02:00

Sermone di domenica 13 ottobre 2013 - Festa del raccolto (Genesi 1,26 - 2,3)

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 Testo della predicazione: Genesi 1,26 fino a 2,3

«Dio disse: "Facciamo l'uomo: sia simile a noi, sia la nostra immagine. Dominerà sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame... popolate la terra. Governatela...».

Sermone

Nel brano del libro della Genesi, Dio dona all'essere umano, che ha creato a sua immagine, il governo della terra. Dice: «Dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame... popolate la terra. Governatela... E Dio disse: Io vi do...» tutto questo.

Cosa significa tutto questo? Che tutto è nostro e che possiamo farne ciò che vogliamo?

Eppure il Salmista loda il Signore perché è Lui che si prende cura della terra, che la rende fertile affinché possiamo riceverne il nutrimento; e l'apostolo Paolo spiega chiaramente che è il Signore stesso che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento. Ciò significa che non siamo chiamati ad essere i dominatori della terra, ma i suoi custodi, siamo chiamati a condividere i doni che Dio dà, con misura ed equità, per tutti.

Ma noi per troppi anni abbiamo parlato solo della persona umana, della creatura, e per troppi anni abbiamo dimenticato che la creatura umana è chiamata ad avere un rapporto con la creazione, con l’ambiente naturale che lo circonda. L’essere umano è stato creato ad immagine di Dio, ma quest’immagi­ne non è certo quella dell’insaziabile occidentale, stordito dal con­sumismo, anestetizzato dalla televisione, proteso a consumare la crea­zione con voracità e che riversa nell'ambiente milioni di tonnellate di rifiuti che lo danneggeranno irrimediabilmente.

Il libro della Genesi ci insegna che Dio crea l’essere umano a sua immagine.

Chi è l’immagine di Dio sulla terra all’epoca in cui è scritto il nostro brano? Era il Faraone, il quale rappresentava il dio del popolo. Era un re che esercitava la sua cura su un popolo e su un territorio. Per questo erano anche costruiti dei simulacri dei sovrani, eretti dappertutto per la nazione, affinché tutti riconoscessero chi si prendeva cura di loro. Ebbene, l’autore biblico ha l’ardire di sostenere che non il Faraone, ma tutti gli esseri umani sono l’immagine di Dio sulla terra perché a loro è affidata la libertà e la responsabilità su tutte le altre creature. Il «dominio» affidato a loro è il dominio del pastore che si prende cura del gregge, non si tratta di dominare per sfruttare e abusare, ma di tratta di sollecitudine per il bene di tutte le creature.

Essere a immagine di Dio, quindi, significa, essere custodi del creato e del fratello, della sorella.

Dunque, Dio si prende cura del creato e degli esseri umani attraverso la nostra opera, il nostro agire, la nostra solidarietà, la condivisione delle risorse con tutti, perché il dono della terra è per tutti e non va accaparrato a scapito di altri. La Bibbia ci insegna che siamo chiamati a essere l’immagine di Dio, cioè a vivere la missione di custodi della terra e del prossimo.

Oggi, è più che mai chiaro che tra noi e l’ambiente c’è una interdipendenza che risulta fatale: distruggere il creato significa autodistruggersi.

Siamo chiamati, quindi, a consegnare ai nostri figli un ambiente migliore di come l’abbiamo trovato, a essere fedeli amministratori della creazione di Dio, a tornare a scoprire quella sobrietà evangelica che sa dire no al ban­chetto consumistico, che sa porre un limite alle illimitate libertà della scienza e che sa offrire esempi concreti e contrari alla dire­zione dell’accaparramento, dell’ingor-digia, della distruzione.

Come credenti, siamo chiamati a vivere quella semplicità evangelica che è attenta ai consumi, all’ambiente, al proprio prossimo. Qualunque cosa facciamo, benché piccola, sarà importante perché frutto della nostra fede.

La terra non ci appartiene, siamo noi che apparteniamo alla terra. Possiamo, dunque, usare ogni cosa, ma fare in modo che gli altri che verranno dopo di noi possano scoprire, grazie ai nostri comportamen­ti di oggi, che la terra è il teatro della gloria di Dio.

Amen.

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Pastore Giuseppe Ficara

Consacrato nel 1992, ha svolto il suo ministero nelle chiese di Riesi, Caltanissetta, Agrigento, Trapani e Marsala, Palermo.
Pastore a Luserna San Giovanni da Agosto 2013.

 

Indirizzo: Via Beckwith 49, Luserna San Giovanni (TO), 10062, ITALIA

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