Culto domenicale:
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Domenica, 01 Marzo 2015 18:30

Sermone di domenica 1 marzo 2015 (2 Timoteo 1,7-10)

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Testo della predicazione: 2 Timoteo 1,7-10

«Dio ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d’amore e di autocontrollo. Non aver dunque vergogna della testimonianza del nostro Signore, né di me, suo carcerato; ma soffri anche tu per il vangelo, sorretto dalla potenza di Dio. Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall'eternità, ma che è stata ora manifestata con l’apparizione del Salvatore nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il Vangelo».

Sermone

Care sorelle e cari fratelli, il brano biblico che abbiamo ascoltato rivela tre punti essenziali. Il primo punto è: Dio ti ha dato il suo Spirito; il secondo: non vergognarti della testimonianza al Vangelo; il terzo: Dio ti ha rivolto una chiamata.

Cerchiamo dunque di capire il senso di questi tre punti.

Primo punto: Dio ti ha dato il suo Spirito.

Questa frase è arricchita di ulteriori spiegazioni: l’autore spiega di quale Spirito si tratta, qual è lo scopo dello Spirito, cosa significa ricevere lo Spirito.

Sì, Dio ti ha donato il suo Spirito, ma Dio non ti dona uno Spirito di timidezza, perché tu hai ricevuto uno Spirito che ti permette di superare il timore, la paura, i tentennamenti e le esitazioni che bloccano, isolano, ingessano e immobilizzano il credente, ma anche la chiesa. Lo Spirito del Signore ti permette, invece, di fare delle scelte che cambiano la tua vita, di compiere passi in direzioni nuove e, a volte, anche direzioni ignote, ma che danno senso al tuo cammino, perché ti mettono in movimento verso gli altri, piuttosto che rinchiuderti in te stesso/a.

Lo Spirito ti permette di non arrenderti quando sembra che non ci siano vie d’uscita al dramma, alla disgrazia che si presenta davanti a te, quando sembra che tutto il mondo ti stia crollando addosso, quando non riesci più a poggiare i piedi su un terreno sicuro, quando smarrisci l’orientamento perché non hai le risposte alle tue domande, quando le tue ginocchia diventano sempre più vacillanti e la tua debolezza ti incoraggia a cedere, a rinunciare, quando la sfiducia nelle persone che ti hanno ferito e tradito sembra l’unico atteggiamento dettato dal buon senso.

Lo Spirito ti sostiene quando attraversi una difficoltà famigliare grave, o una situazione sociale difficile, non riesci a far fronte alla tua carenza finanziaria, o ciò che accade attorno a te ti fa dubitare dell’amore di Dio.

Lo Spirito dona la capacità e la forza (non la timidezza) di non arrendersi, mai! Lo Spirito permette la preghiera, ma anche di alzare le ginocchia per andare incontro gli uni verso gli altri; per questo l’apostolo parla di uno Spirito di forza, di amore e di saggezza.

Noi, da soli, siamo invece timidi e paurosi nei confronti della vita che ci riserva dolori e ferite perciò ci isoliamo e ci proteggiamo da tutto e da tutti. Per la Bibbia, la vita va vissuta pienamente nella dimensione della condivisione e della solidarietà.

Che senso avrebbe la nostra vita di credenti vissuta nel deserto del nostro egoismo, nella landa del nostro quieto vivere o nel desiderio di possedere sempre di più, o acquistare sempre più cose, inutili, per colmare il vuoto, la voragine, del non senso?

Ecco, lo Spirito dona un senso alla nostra esistenza, la riempie di significato permettendoci di uscire dal nostro guscio e, finalmente di vivere una vita degna di essere vissuta.

Il secondo punto ci chiede di non vergognarci della testimonianza di Dio, del Vangelo di Gesù, del suo amore sovrabbondante per noi e il mondo, un amore da condividere. La timidezza fa arrossire, ostacola, arresta la testimonianza, una testimonianza, all’epoca, difficile perché provocava persecuzioni, soprusi, ostilità; Paolo, a causa di ciò fu in carcere diverse volte.

Ma lo Spirito ci permette di superare le nostre debolezze sostenendoci con la potenza di Dio: qui potenza è lo stesso termine dello Spirito di forza, è la parola greca duù,namij, (dùnamis - da cui dinamite) forza dirompente, che riceviamo per superare le empasse, l’immobilità, la paura di andare avanti quando lungo il cammino si presentano montagne insormontabili e tutto diventa incerto e buio.

Certo, la forza del Signore non fa scomparire le difficoltà e le sofferenze, no!, ma ti sorregge con la sua duù,namis (dùnamis) la sua forza che ti permette di non soccombere, ma di rialzarti e ricominciare a vivere.

Il terzo punto è che Dio ci rivolge una chiamata: Dio ti ama in modo che non potresti neppure comprendere fino in fondo, questo amore di Dio ti chiama alla condivisione, a testimoniarlo, a raccontarlo perché altri ne prendano coscienza; sentirsi amati da Dio significa sentire di non essere mai lasciati soli, abbandonati a se stessi, alla nostre debolezze e incapacità.

Non sei solo fratello, non sei sola sorella, ma Dio ha cura delle ferite della tua anima, si prende cura di te, per darti guarigione, sostegno, riposo, pace.

Lo Spirito del Signore sarà per te sempre una forza che giunge quando sembra che non puoi più farcela e ti rialza, rafforza le tue ginocchia che vacillano, le tue mani tremanti, e ti rimette in carreggiata, dove potrai ripartire con nuovo vigore.

È la forza di Dio che ti permetterà sempre di essere un credente, una credente, forte e incisivo/a nei confronti della vita, nella testimonianza, nell’annuncio, nella missione che ti è rivolta, missione che proviene dall’amore di Dio. Perché l’amore non si può tenere solo per sé, ma va incontro agli altri, perfino incontro a chi ti era nemico, l’amore getta ponti, crea opportunità, permette la riconciliazione, la solidarietà, l’unità.

Il Signore ti dona il suo Spirito, fratello, sorella, uno Spirito di coraggio che ti permette di cambiare anche la realtà intorno a te. L’azione dello Spirito ti porterà sempre lontano dal tuo piccolo orizzonte, e ti permetterà di partecipare a un’esperienza ogni giorno sempre più meravigliosa, quella delle novità, dei cambiamenti, delle metamorfosi, che producono scelte audaci che rendono la tua vita e quella di chi ti sta attorno degna di essere vissuta.

Concludo con questa riflessione di un gruppo di Campinas del Brasile che dice così:

Dio solo può dare la fede, ma tu puoi dare la tua testimonianza.

Dio solo può dare la speranza,  ma tu puoi ridare fiducia al tuo prossimo.

Dio solo può dare l'amore, ma tu puoi insegnare ad altri ad amare.

Dio solo può dare la forza, ma tu puoi ridare coraggio agli sfiduciati.

Dio solo è la via, ma tu puoi indicarla agli altri.

Dio solo è la luce, ma tu puoi farla brillare agli occhi di tutti.

Dio solo è la via, ma tu puoi ridare agli altri la voglia di vivere.

Dio solo può fare ciò che è impossibile, ma tu puoi fare ciò che è possibile.

Dio solo basta a se stesso, ma preferisce contare su di te.  Amen.

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Pastore Giuseppe Ficara

Consacrato nel 1992, ha svolto il suo ministero nelle chiese di Riesi, Caltanissetta, Agrigento, Trapani e Marsala, Palermo.
Pastore a Luserna San Giovanni da Agosto 2013.

 

Indirizzo: Via Beckwith 49, Luserna San Giovanni (TO), 10062, ITALIA

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