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Martedì, 19 Luglio 2016 15:50

Sermone di domenica 19 luglio 2016 (Efesini 5, 8-14)

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Testo della predicazione: Efesini 5,8b-14

Comportatevi come figli di luce - poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità - esaminando che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste; poiché tutto ciò che è manifesto, è luce. Per questo è detto: «Risvègliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce.

Sermone

Cari fratelli e sorelle, il testo biblico della lettera agli Efesini vuole far riflettere i credenti: parla della svolta della loro vita, della conversione, parla di quello che i credenti erano prima e di quello che sono diventati dopo, per grazia di Dio.

Ma di che si tratta? Cos'erano i credenti prima di credere? E che senso può avere che diventino qualcos'altro?

L'autore della lettera agli Efesini ha le idee chiare: sostiene che, per natura, l'essere umano è portato a vivere nelle tenebre, cioè nella prigione della sua umanità, all'interno delle sue contraddizioni, dei suoi limiti, della sua parzialità. Per natura, non riesce ad andare al di là di se stesso e, se volesse riscattarsi da questa condizione con le proprie forze, non farebbe che peggiorare la sua situazione.

Tutti, infatti, abbiamo la tendenza a fare da soli, a essere indipendenti, autonomi dagli altri, la sappiamo più lunga e abbiamo più ragione degli altri: in fondo questo atteggiamento si chiama “orgoglio” che ha come presupposto il fatto di ritenersi capaci e adeguati allo scopo che vogliamo affrontare. Tuttavia, così facendo, dimostriamo solo di essere testardi e ostinati, accentuando la nostra contraddizione umana.

È come se un cieco avesse la pretesa di dirigersi, da solo, in modo disinvolto, alla conquista del mondo. Ebbene, questo è l'essere umano, per sua natura, secondo la Bibbia: un essere che da solo non ha la capacità di riscattarsi dalla sua condizione umana di peccato.

Dunque, diventa chiara la necessità dell'intervento propizio di Dio. Ma cosa accade quando Dio interviene?

Accade che tutto cambia.

Tutto cambia come quando si passa dal buio alla luce.

Alle persone che hanno ascoltato la Parola di Dio e hanno creduto, l’autore della lettera agli Efesini si rivolge e dice: «Voi siete figli della luce: non siete stati sfolgorati sulla via di Damasco, ma Dio vi ha illuminati, siete stati raggiunti da una luce che ora vi permette di vedere chiaramente e di poter fare delle scelte, capire la realtà attorno a voi, leggere i segni dei tempi; siete entrati all’interno di un orizzonte nuovo in cui potete vivere nella libertà da voi stessi, dal vostro orgoglio, dalle vostre presunzioni. Questo fa Dio per voi».

Qui si dipana un tema della luce molto interessante: «comportatevi, dunque, come figli di luce».

La luce permette di vedere gli ostacoli, quindi di aggirarli per andare oltre. La luce è chiarezza non confusione, aggira la scorrettezza; è trasparenza, supera l’ambiguità; è evidenza non vaghezza; rende chiari i contorni di una realtà. I figli della luce non hanno motivo di nascondersi, e neppure di operare di nascosto, le loro opere sono fatte alla luce del sole, in tutta onestà, limpidezza e in tutta libertà. Per questo il frutto della luce non può che essere bontà, giustizia e verità.

Comportarsi come figli della luce, cioè come delle persone che hanno a cuore la verità e la giustizia, significa impegnarsi contro la disonestà, la corruzione, l’illegalità, i privilegi, la discriminazione, la demolizione della dignità degli altri, i respingimenti dei disperati: tutto ciò è considerato dalla Bibbia come un frutto delle tenebre, per permette di alzare muri e fili spinati, barriere anti intrusione. Concetti come “solidarietà” e “condivisione”, sono ora considerati “intrusione” e “invadenza” che però la Bibbia definisce “opere infruttuose delle tenebre”, che all’epoca biblica si facevano di nascosto perché c’era da vergognarsi. Oggi, sono fatte alla luce del sole.

Oltre a ciò, oggi c’è perfino chi agisce illegalmente e rivendica la legittimità della sua corruzione: lo abbiamo visto a Mafia capitale, e in tante altre occasioni dove la risposta chiave è: «Lo fanno tutti», quindi si può fare. Oggi, sono proprio le persone corrotte e disoneste ad essere votate di più, perché i più pensano che siano delle persone furbe e intelligenti che permetteranno anche agli altri di esserlo: il mondo alla rovescia!

«È vergognoso perfino parlare delle cose che costoro fanno di nascosto», oggi il nostro autore biblico non avrebbe potuto scrivere questa frase così com’è, ma in modo diverso, verosimilmente avrebbe scritto: «Non hanno neppure il pudore di nascondere la loro vergognosa disonestà».

«Voi non partecipate», come dire: «state lontani, che la loro corruzione non vi contagi, che le loro tenebre non adombrino gli spazi in cui vi muovete e agite: gli spazi del vostro impegno, della vostra solidarietà, della vostra condivisione, accoglienza, della vostra onestà, della vostra testimonianza, della vostra verità».

«Piuttosto denunciatele» come dire che il male e la corruzione, non vanno subiti, ma vanno combattuti con tutte le nostre forze e il nostro impegno concreto. Denunciare significa scoprire il male, non nasconderlo e non permettere che continui ad agire provocando distruzione e morte. Denunciare le opere infruttuose delle tenebre è il compito primario dei figli della luce.

È così che è nata anche la confessione di fede della Chiesa valdese di Palermo scritta in tempi davvero tenebrosi che hanno visto violenza e morte con le stragi di Capaci e di via D’Amelio, quando morirono i giudici Falcone e Borsellino nel 1992. Ma già fin dal 1962 i valdesi della Sicilia avevano denunciato apertamente la Mafia quando nessuno pronunciava ancora quella parola.

Anche oggi, oltre alla Mafia, viviamo attorno a noi violenza e morte e, questa volta, nel nome di un dio che vendica la sua verità con la morte degli “infedeli”. Vogliamo essere anche noi, vicini con la nostra preghiera alla città di Nizza.

«Svegliatevi!» dice l’autore biblico a chi ignora tutto questo. “Risvegliati, tu che dormi”, Cristo ti inonda di luce! Cristo ti dà la capacità di agire, mentre prima pensavi solo di esserne capace, mentre restavi imprigionato dal tuo orgoglio, ora invece, con il suo aiuto e la sua luce, puoi; puoi agire per la bontà, per la fedeltà, la giustizia, la verità, per tutti.

È possibile vivere nella luce, è possibile alzare la testa, rimettersi in piedi, rivendicare la propria dignità e quella degli altri, il diritto, il rispetto del proprio lavoro e degli altri, significa avere un sogno e lottare perché il mondo non resti imprigionata dalle tenebre della guerra, della violenza, dalla disumanità della brutalità, del razzismo, della discriminazione, ma possa risorgere nella fiducia che Dio ci dona, perché possiamo guardare al nostro futuro con speranza. Amen!

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Pastore Giuseppe Ficara

Consacrato nel 1992, ha svolto il suo ministero nelle chiese di Riesi, Caltanissetta, Agrigento, Trapani e Marsala, Palermo.
Pastore a Luserna San Giovanni da Agosto 2013.

 

Indirizzo: Via Beckwith 49, Luserna San Giovanni (TO), 10062, ITALIA

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