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Lunedì, 31 Dicembre 2018 17:46

Sermone di domenica 30 dicembre 2018 (Giovanni 12,44-50)

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Testo della predicazione: Giovanni 12,44-50

Gesù esclamò ad alta voce: «Chi crede in me, crede non in me, ma in colui che mi ha mandato; e chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. Chi mi respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha comandato lui quello che devo dire e di cui devo parlare; e so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre me le ha dette».

Sermone

Care sorelle e cari fratelli, l’evangelista Giovanni cerca di rispondere alla domanda: «Chi è Gesù?» e fa in modo che una risposta sorga dentro ciascuno di noi. Gesù stesso ha domandato ai suoi discepoli: «Chi dite voi che io sia?» (Matt. 16,15).

A Natale abbiamo tutti riflettuto sull’evento storico del Messia Gesù che nasce, che viene nel mondo e partecipa alla nostra umanità, ma oggi ci viene posta una domanda: Chi è questo Gesù che viene nel mondo? Che partecipa alla nostra fragilità, alla nostra provvisorietà, alla nostra debolezza umana?

Sono sicuro che ognuno di voi, a partire da quello che ha imparato a catechismo, risponderà che Gesù è il “Figlio di Dio”. Giusto, questa è una risposta teologica. Ma si possono dare diverse risposte: di tipo filosofiche, o teologiche, appunto, o spirituali, o dettate dall’anima o dalla passione della fede, quindi calate nella nostra esperienza di credenti. Qualcuno potrebbe rispondere: «per me Gesù è tutto»; un’altra persona: «un amico», oppure «una guida», un «sostegno», «il Salvatore», «il Redentore», «il Messia», ecc… Un catecumeno, una volta, mia ha risposto: «Un compagno di viaggio».

E per voi? Proviamo a riflettere un po’. Insieme.

L’evangelista Giovanni risponde che credere in Gesù significa credere che Egli sia davvero Colui che nasce e che muore per me, per te; significa credere che Dio stesso viene per me, si fa umano per me, per partecipare alla mia gioia, alla mia felicità, ma anche al mio dolore e alla mia sofferenza, alla mia desolazione, per questo Gesù dice: «Chi crede in me, crede in Colui che mi ha mandato».

Ma in questo brano c’è un verbo molto significativo che ci fa capire il senso della nostra risposta su che cosa sia per noi Gesù. È il verbo “vedere”: «chi vede me, vede Colui che mi ha mandato».

Qui, il “vedere” non ha il semplice significato di guardare, ma di «aprire gli occhi», di ricevere la capacità di «saper vedere oltre», di comprendere qualcosa di straordinario altrimenti nascosto, di guardare oltre l’orizzonte, al di là di sé stessi, di sbirciare oltre la soglia delle possibilità umane, delle comprensioni umane, delle teologie, delle filosofie che cercano di spiegare e di dare delle risposte alle nostre domande.

Non è una questione di dare la risposta giusta, teologica, filosofica o spirituale che sia, ma di saper vendere in questa storia di Gesù che viene nel mondo, il cuore di Dio, il nostro cuore, quello degli altri.

Ci è data la possibilità di vedere, per questo Gesù si presenta come “luce nel mondo”. È come affermare che la terra vive perché c’è il sole, vive della sua luce e del suo calore. Cosa ne sarebbe della terra senza il sole? E cosa ne sarebbe di noi senza Gesù? Senza la sua luce, senza il suo amore, la sua Parola?

È questa Parola che apre i nostri occhi, che ci permette di “vedere”. Scoprire che Dio è venuto nel nostro mondo in Gesù che nasce, e che continua anche oggi a venire e a camminare accanto a noi durante le nostre giornate, magari quelle più tetre, è come ricevere una luce, come ricevere calore, è come essere illuminati.

Quando ascoltiamo la Parola di Gesù, accade qualcosa, accade un avvenimento straordinario, riusciamo a “vedere”: il sole sorge, la luce appare, il buio scompare, e noi possiamo vedere e dare un nome alle cose, un volto alle persone, riconoscerle come fratelli e sorelle, amarle così come sono, con le loro fragilità.

Quando la Parola di Gesù è annunciata, essa accade in modo che produca vita, in modo abbondante, come la vita che scaturisce dal calore del sole, o quella che provoca la pioggia quando scende dal cielo nel deserto della nostra anima e pone fine alla nostra aridità, permettendo alle radici delle piante di radicarsi in profondità e di portare frutto.

Gesù ha voluto insegnarci il modo di credere, di guardare e vedere nel modo giusto, di ascoltare nel modo giusto, di giudicare quando afferma che la Parola che egli annuncia è un comandamento.

Il comandamento è quello dell’amore.

Chi è, dunque, Gesù?

Ecco la risposta!

Gesù è colui che mi ama! Ma sapere chi è Gesù, significa anche sapere chi sono io e chi sono le persone vicino a me.

Gesù è Colui che è venuto nel nostro mondo per amarlo, per amare noi, ciascuno di noi, me e te, fratello, sorella. Perciò Egli è anche Colui che ti insegna ad amare, Colui che ti dà la capacità di amare. Potrai interpretare la realtà attorno a te e la storia che ti circonda, attraverso il dono dell’amore. Se imparerai questo da Gesù avrai dato la risposta su chi è Gesù. Gesù è colui che è venuto e viene ogni giorno per amarti, e per insegnarti ad amare del suo amore.

Amare significa saper andare oltre sé stessi, oltre il proprio egoismo, oltre i propri limiti e le proprie parzialità. Questa conoscenza di Gesù rende ogni giorno, un giorno straordinario.

Questa è la fede che propone Gesù, vissuta non all’interno di un’ottica di ostilità, inimicizia, paura dell’altro: l’ottica del respingimento, della rinuncia, del rifiuto, del quieto vivere. Così è il mondo di oggi, così è la vita che ci è proposta fin da quando nasciamo; ma Gesù, nascendo in questo mondo, ci indica un modo diverso di essere e di vivere, di rapportarsi, di lavorare, di insegnare, di imparare, di incontrare le persone, di dialogare, di partecipare alla vita che ci è donata.

Gesù, con il suo amore del tutto gratuito ha permesso che una nuova vita entrasse nel mondo, attraverso una nuova luce, un nuovo calore, per permettere la nascita di una generazione di persone nuove. È stata una vera e propria rivoluzione che ha cambiato il volto dell’umanità. L’amore di Gesù vince la morte, la devastazione della vita, la pochezza, il degrado, l’abbandono e crea vita, costruisce ponti, solidarietà, amicizia, fraternità.

Gesù è, dunque, Colui che viene nel nostro mondo per farci dono della sua vita: viene per te, per me, anche oggi. È Colui che si offre in dono affinché possiamo diventare a nostra volta, anche noi, un dono per gli altri. È così che la vita può rinascere, riprendere vigore, forza e avere un senso. È allora che Egli diventa per noi luce: sorge per noi il sole, e noi possiamo “vedere” tutto, tutti e vivere del suo calore. Amen!

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Pastore Giuseppe Ficara

Consacrato nel 1992, ha svolto il suo ministero nelle chiese di Riesi, Caltanissetta, Agrigento, Trapani e Marsala, Palermo.
Pastore a Luserna San Giovanni da Agosto 2013.

 

Indirizzo: Via Beckwith 49, Luserna San Giovanni (TO), 10062, ITALIA

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