Culto domenicale:
ore 9,00 sala degli Airali
ore 10,00 Tempio dei Bellonatti
nel periodo invernale il culto avrà luogo presso la sala Beckwith

Nuovo numero di telefono del presbiterio: 0121.30.28.50

Notizie

Archivio di notizie ed eventi.

Le 95 Tesi che Lutero affisse il 31 ottobre 1517 alla porta della chiesa del castello di Wittenberg, diedero inizio alla Riforma protestante che velocemente avrebbe influenzato profondamente l'Europa e il mondo intero. Per questo motivo esse sono state considerate come il "manifesto" della Riforma.

a cura di Gian Mario Gillio

Roma (NEV), 8 ottobre 2014 - Lo scorso 2 ottobre la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha promosso, insieme all'arcidiocesi di Agrigento e alla parrocchia di Lampedusa, l'incontro interreligioso "Memoria tra mare e cielo" parole e gesti per ricordare le 366 vittime affogate al largo delle coste dell'isola siciliana il 3 ottobre 2013. Abbiamo chiesto al pastore Massimo Aquilante, presidente della FCEI, di raccontarci l'atmosfera e i contenuti dell'incontro.

La FCEI ha organizzato e promosso la commemorazione "Memoria tra mare e cielo". A evento concluso, come valuta l'incontro?

L'incontro di Lampedusa si è svolto in un'atmosfera di straordinaria intensità spirituale. Significativa è stata la presenza di un folto gruppo di superstiti e di parenti delle vittime, donne e giovani eritrei che sono stati con noi, partecipando attivamente alla celebrazione interreligiosa con un momento di preghiera guidato dal prete eritreo Mussie Zerai, noto per aver salvato ed aiutato molte persone e migranti in difficoltà. Profonda e intensa è stata anche la partecipazione dei rappresentanti religiosi che, oltre a evangelici e cattolici, hanno partecipato all'iniziativa: ortodossi, musulmani, buddisti, sikh e mormoni. Un filo conduttore ci ha legato gli uni agli altri: la solidarietà, la speranza, la promessa. Una nota importante è stata la partecipazione dei lampedusani e del sindaco Giusi Nicolini. Molte persone, oltre trecento, hanno passato più di due ore nella splendida cornice naturale del Santuario della Madonna di Porto Salvo, da sempre luogo di soccorso, come ha ricordato il parroco dell'isola, don Mimmo Zambito, nel suo intervento di saluto.

L'invito a dedicare una preghiera per le vittime il prossimo 5 ottobre

Roma (NEV), 24 settembre 2014 - Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), nella sua riunione del 16 settembre, ha approvato un ordine del giorno in cui “esprime viva preoccupazione per la decisione del governo italiano di porre fine alla missione Mare Nostrum. Riconoscendo che dopo l’ennesima strage in mare del 3 ottobre 2013 l’operazione Mare Nostrum ha contribuito a dare forza all’Italia nella negoziazione di misure europee per l’accoglienza dei profughi, chiede al Governo di non concludere l’operazione prima che sia stato attivato un altro dispositivo ugualmente orientato al salvataggio in mare. Rinnova l’appello al governo italiano e alle istituzioni europee perché, di fronte alla strage che si compie sotto i nostri occhi, si apra un canale umanitario che consenta a profughi identificati presso le sedi diplomatiche di raggiungere le loro destinazioni in condizioni di sicurezza e rispettose degli standard dei diritti umani.

Mercoledì, 24 Settembre 2014 19:23

Venerdì su Rai Storia il nuovo documentario su Willy Jervis

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Un lavoro di Giovanni De Luna e Enrico Cerasuolo presentato al Prix Italia di Torino

Presentato in anteprima al Prix Italia, il più antico e prestigioso concorso internazionale per programmi radio, tv e web ospitato dalla Rai di Torino, il documentario “La Resistenza tra scelta e martirio” che, attraverso i diari e le lettere di tre grandi protagonisti della guerra partigiana , ripercorre gli scontri, le ansie e le speranze, raccontati in presa diretta, nel pieno del loro svolgimento, delle battaglie che hanno insanguinato le montagne piemontesi dal 1943 al 1945. Emanuele Artom, ebreo, Willy Jervis, valdese, e Leletta d’Isola, cattolica, rivivono attraverso i loro scritti, conducendo lo spettatore negli abissi dell’abiezione umana, della guerra e di tutto ciò che comporta. Il progetto è a cura dello storico Giovanni De Luna, docente di Storia contemporanea all’Università di Torino e celebre volto televisivo di programmi di stampo storico, e di Enrico Cerasuolo che ne cura anche la regia.

Lampedusa, Agrigento (NEV), 3 settembre 2014 - Lampedusa non ci sta ad essere dipinta come l'Isola che non c'è, non ci sta ad essere il palcoscenico dell'emergenza, così come i media l'hanno costruita alimentando nel resto del paese l'idea dell'invasione. Lampedusa non ci sta più a recitare questa parte e prova per la prima volta a reagire.

Quest'estate, più volte, i media hanno utilizzato il nome “Lampedusa” nelle notizie che parlavano delle tragedie in mare, anche quando queste avvenivano a centinaia di miglia dalle sue coste. Così, ancora una volta, la Lampedusa dell'emergenza è cresciuta geograficamente nella dimensione mediatica fino a diventare enorme quasi quanto la Sicilia, fino a lambire le coste della Libia e dell'Egitto, della Tunisia e di Malta.

Occorrerebbe chiedere ai giornalisti un'attenzione particolare sulle notizie, ma la semplificazione mediatica ha imposto talmente tanto il suo linguaggio che ogni azione da parte delle istituzioni locali in questo senso cade nel vuoto. Giustamente l'amministrazione è preoccupata di questa dinamica, lo sono i lampedusani, e lo sono gli imprenditori che vivono di turismo. E lo sono perché tutto questo produce un danno ad una popolazione che vive quasi esclusivamente di turismo.

Ci è capitato spesso sentire i turisti che vengono sull'isola dire che non si aspettavano questa Lampedusa che sembra Rimini o Riccione, ci è capitato spesso sentirli raccontare di come i loro parenti ed amici li sconsigliassero di fare questa vacanza “rischiosa”, e ci è capitato spesso di dover rispondere alla domanda “perché i media raccontano queste bugie?”.

Il culto di apertura presieduto dal pastore Claudio Pasquet

Roma (NEV), 13 agosto 2014 - L'annuale Sinodo delle chiese metodiste e valdesi si terrà, com'è tradizione, dal 24 al 29 agosto presso la "Casa valdese" di Torre Pellice (Torino). Tra i temi all'attenzione dei 180 sinodali - pastori e "laici" in numero uguale - figureranno la missione delle chiese nell'Italia e nell'Europa caratterizzate dalla crisi, la formazione giovanile e l'interculturalità, l'essere chiesa insieme, l'ecumenismo, il Cinquecentenario della Riforma nel 2017, la libertà religiosa in Italia e l'Otto per mille. Lo ha anticipato il moderatore della Tavola valdese, il pastore Eugenio Bernardini, a capo dell'organo esecutivo dell'Unione delle chiese metodiste e valdesi.

Francesco cita i valdesi definendoli “religiosi di prim'ordine”

Roma, 23 luglio 2014 - “E' un segnale di attenzione, di rispetto e di fraternità che non possiamo non raccogliere e per il quale ringraziamo”. Così ha reagito il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, alla menzione che papa Francesco ha fatto della chiesa valdese nella lunga intervista rilasciata ad Eugenio Scalfari, apparsa su “Repubblica” di domenica 13 luglio. Bergoglio ha definito i valdesi dei “religiosi di prim'ordine”, indicandoli insieme a pentecostali ed ebrei tra gli interlocutori ecumenici del suo pontificato.

“Papa Francesco conosce e stima i valdesi e questo ci fa piacere ma non ci deve stupire”, ha scritto Bernardini in un'ampia nota pubblicata sul sito www.chiesavaldese.org, ricordando come in Argentina esista il ramo sudamericano della chiesa valdese, ben radicato e attivo sul piano sociale ed ecumenico. Quello che invece stupisce, secondo il moderatore, è che “papa Bergoglio abbia voluto citare i valdesi insieme agli ortodossi, agli anglicani, ai pentecostali e agli ebrei, ovvero a comunità di fede infinitamente più grandi della nostra piccola chiesa.