Culto domenicale:
ore 9,00 sala degli Airali
ore 10,00 Tempio dei Bellonatti
nel periodo invernale il culto avrà luogo presso la sala Beckwith

Nuovo numero di telefono del presbiterio: 0121.30.28.50

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Testo della predicazione: Giovanni 15,9-17

«Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore. Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.». 

Sermone

Il nostro brano del Vangelo di Giovanni riflette sul versetto del cap. 13 che dice: «Io vi do un comandamento nuovo» (v. 34). In realtà, il comandamento dell’amore non è certo nuovo perché le parole “Amerai il prossimo tuo come te stesso” sono già contenute nell’Antico Testamento (Lev. 19,18). Ma è nuovo perché riflette la rivelazione con cui Dio si presenta al mondo in Gesù, suo Figlio.

Gesù, dunque, si presenta a noi come uno spazio nuovo nel quale possiamo vivere concretamente la nostra realtà di fede e di cittadini del mondo. Il legame tra il Padre e Gesù, suo Figlio, è un legame d’amore, la relazione tra il Padre e il Figlio è caratterizzata dall’amore. Così questo legame può determinare anche le relazioni tra i credenti che vivono dell’amore di cui Gesù li ama.

Testo della predicazione: Genesi 1,26 fino a 2,3

«Dio disse: "Facciamo l'uomo: sia simile a noi, sia la nostra immagine. Dominerà sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame... popolate la terra. Governatela...».

Sermone

Nel brano del libro della Genesi, Dio dona all'essere umano, che ha creato a sua immagine, il governo della terra. Dice: «Dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame... popolate la terra. Governatela... E Dio disse: Io vi do...» tutto questo.

Cosa significa tutto questo? Che tutto è nostro e che possiamo farne ciò che vogliamo?

Eppure il Salmista loda il Signore perché è Lui che si prende cura della terra, che la rende fertile affinché possiamo riceverne il nutrimento; e l'apostolo Paolo spiega chiaramente che è il Signore stesso che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento. Ciò significa che non siamo chiamati ad essere i dominatori della terra, ma i suoi custodi, siamo chiamati a condividere i doni che Dio dà, con misura ed equità, per tutti.

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